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Un corpo nuovo

21/01/2006

Il corpo umano? Verrebbe da pensare che è sempre uguale a se stesso. Che, cioè, le cellule del cuore, del fegato, delle ossa sono le stesse con le quali ciascuno di noi viene al mondo e che, quindi, muoiono assieme all’intero organismo, quando questo giunge alla fine della sua esistenza. Invece non è così: le cellule di organi e tessuti vivono una vita propria, più o meno lunga e si rinnovano ripetutamente nel corso della vita di una persona. In questo modo, ogni quindici anni circa il corpo si rinnova ripetutamente. Le uniche cellule che non cambiano mai, ma restano le stesse in tutto il corso della vita sono le cellule dell’occhio, della corteccia cerebrale e forse anche quelle del cuore. La velocità con cui cambia il corpo umano è una recente scoperta di un ricercatore svedese, Jonas Frisen, le cui scoperte, pubblicate sul numero di agosto 2005 della rivista scientifica Cell, sono destinate a dare una svolta definitiva agli studi di coloro che si occupano di invecchiamento.
(BOX) Un metodo “archeologico”
Jonas Frisen, biologo molecolare che presta attività presso il Karolinska Institute di Stoccolma, per scoprire quanto sono vecchie le cellule di organi e tessuti si è avvalso di un sistema utilizzato da tempo nell’archeologia e nella paleontologia: il metodo del carbonio 14.
- Si tratta di un metodo di datazione di materiali di origine organica, messo a punto tra il 1945 e il 1955 dal chimico statunitense Willard Libby.
- Il carbonio è un elemento che fa parte di tutta la materia vivente e si trova in natura sotto forma di vari isotopi (cioè atomi), come, per esempio il carbonio 12 e il carbonio 13 e lo stesso carbonio 14.
- Ogni essere vegetale respira anidride carbonica, che è composta da ossigeno e carbonio. Una parte di carbonio è radioattiva (C14), mentre la maggior gran parte (come avviene per il C12) non lo è. Tutti i vegetali, quindi, incorporano carbonio radioattivo.
- Gli animali, compreso quindi l’uomo, cibandosi di vegetali o di altri esseri animali che hanno mangiato vegetali, assumono il C14. Con la morte della pianta o dell’animale, il carbonio radioattivo che lo impregna diminuisce, sempre di più col passare del tempo.
- Occorrono in media 5730 anni affinché il C 14 presente in una creatura morta o in un oggetto da questa ricavato si dimezzi, 11.460 perché si riduca ad un quarto, 17.200 a un ottavo. Stabilendo, con una serie di calcoli matematici, quanto C14 si trova in un corpo al momento dell’esperimento, si può individuare l’anzianità del campione sottoposto a radiodatazione.
- Lo studioso Frisen ha analizzato la quantità di carbonio radioattivo nei tessuti delle persone che ha preso in considerazione nel corso della sua ricerca, partendo dal presupposto che tra gli anni Cinquanta e Sessanta le persone respirarono carbonio radioattivo in una certa quantità, dal momento che questo era presente nell’atmosfera in seguito agli esperimenti nucleari effettuati in quegli anni.
- Analizzando, quindi, la quantità di C14 in tutti i tessuti, il ricercatore ha potuto stabilire che alcune cellule si rinnovano più in fretta, altre più lentamente.
Il calendario del corpo
Ecco con quale velocità si rinnovano i vari organi del corpo.
Due settimane: la pelle
In questo arco di tempo si rinnovano le cellule della pelle, il tessuto che ricopre tutto il corpo e ha la funzione di difendere l’organismo dalle aggressioni esterne. Le cellule cutanee sono tra quelle di cui si conosce meglio il ciclo vitale.
- Esse sono prodotte dallo strato basale, cioè dalla zona più profonda dell’epidermide e affiorano poco alla volta, sostituendo le cellule vecchie che muoiono e cadono.
Tre mesi: i globuli rossi
Vivono più a lungo i globuli rossi, cellule del sangue ricche di emoglobina, la sostanza che serve per formare il ferro e alla quale devono la loro particolare colorazione.
- I globuli rossi sono prodotti dal midollo osseo, entrano nel circolo sanguigno e vi restano circa 120 giorni, quindi muoiono. La quantità di emoglobina che contengono viene trasformata dal fegato in bilirubina, che è poi eliminata attraverso le urine.
Un anno-un anno e mezzo: il fegato
È la ghiandola più voluminosa dell’organismo e svolge una serie di funzioni complesse: produce importanti cellule del sangue, come i globuli rossi e crea enzimi fondamentali per lo svolgimento del processo digestivo.
- In base agli studi svolti, tutto il tessuto che compone il fegato si rinnoverebbe completamente ogni 300-500 giorni circa, quindi nel giro di un anno e mezzo al massimo.
Dieci anni: lo scheletro
Fino ai 18-20 anni circa le ossa del corpo umano sono impegnate soprattutto a crescere e a raggiungere le dimensioni “definitive”. In età adulta, lo scheletro resta uguale a se stesso per circa dieci anni, quindi le cellule del tessuto osseo (osteociti e osteoblasti) più vecchie vengono sostituite da cellule nuove.
Quindici anni: i muscoli
Il tessuto muscolare ha la funzione di reggere l’impalcatura ossea e di consentire alle ossa di assumere le varie posizioni. Del tessuto muscolare fanno parte anche i tendini, sottili legamenti che ancorano i muscoli alle ossa stesse.
- Il tessuto muscolare andrebbe incontro a una mutazione completa nel giro di quindici anni e un mese, dopodichè le cellule inizierebbero a essere sostituite da altri elementi nuovi.
Quasi sedici anni: l’intestino
L’intestino è la zona dell’apparato digerente in cui avviene il completamento del processo digestivo: il cibo, ormai semplificato e pre-digerito, si appresta a essere suddiviso tra parte utile (che viene assorbita e utilizzata dai vari organi e apparati) e parte inutile (che è eliminata attraverso le feci). La funzione dell’intestino è appunto permettere l’assorbimento dei principi nutritivi e l’eliminazione delle scorie.
- L’intestino è la parte del corpo che si rinnova più lentamente: le sue cellule infatti iniziano a rigenerarsi dopo circa quindici anni e nove mesi.
(BOX) Perché si verifica il cambiamento
Secondo il ricercatore svedese, il segreto di questo rinnovamento continuo sta nella presenza delle cellule staminali, cellule che si trovano in tutti i tessuti e che hanno la capacità di rigenerarsi, andando a costituire nuovi strati del tessuto vecchio.
- La capacità delle staminali di dare luogo a nuovi tasselli di tessuto diminuisce.
- Ecco perché la grande speranza di molti ricercatori sta proprio nell’utilizzo delle cellule staminali: queste, impiantate in un organo vecchio o malato, potrebbero dare luogo a un nuovo strato di cellule sane.
(BOX) Come mantenere sane le cellule
Non si sa ancora se adottando certi sistemi alimentari e uno stile di vita più sano sia possibile influire sul ritmo con cui le cellule del corpo nascono, vivono e muoiono. È però assodato che è possibile mantenere, se non più giovani, sicuramente più sani i tessuti, contrastano il processo di ossidazione da parte dei radicali liberi.
- I radicali liberi sono sostanze che il corpo produce normalmente durante i processo di respirazione e di utilizzazione dell’energia derivata dai cibi. Nonostante siano “naturali”, i radicali liberi sono nocivi, perché hanno la capacità di legarsi alle cellule di tutti i tessuti, danneggiandone la struttura.
- La produzione dei radicali liberi aumenta quando si vive in un ambiente inquinato, quando si fuma e si devono alcolici, quando si mangiano cibi grassi o ricchi di conservanti.
- Eliminare il fumo e l’alcol è quindi il primo sistema per mantenere sane tutte le cellule del corpo. Anche l’alimentazione ha la sua importanza. Per combattere l’azione dei radicali liberi è importante assumere tutti i giorni sostanza antiossidanti, che si trovano soprattutto nella frutta fresca e nelle verdura cruda. Potente nemici dei radicali liberi sono i bioflavonoidi (contenuti in tutti i frutti rossi), i carotenoidi (sostanze che si trovano negli agrumi, nei kiwi, nelle carote e nei pomodori), oltre a sali minerali come il selenio e il magnesio (di cui sono ricchi tutti i vegetali e la frutta secca).
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