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regenera research group for aging intevention su hello monaco.
grande successo della session di regenera rg al congresso internazionale di medicina antiaging di montecarlo. grande successo del cronofasting integrato al congresso di montecarlo.
a circa un anno dal debutto del suo cronofasting integrato, il dott.ascanio polimeni ha presentato una relazione sui vari meccanismi d'azione del cronofasting integrato.
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La Natura come palestra-Repubblica-Ottobre 2013-

06/11/2013

E per palestra la natura

Saltellare sugli step o sollevare pesi può diventare  noioso, gli sport indoor (tennis docet) possono avere poco appeal, la piscina non è per tutti (i gusti, s’intende):  non ci resta che allenarci all’aperto.  Correre e  saltare nei boschi, a tempo debito sciare o,  per chi ha in programma vacanze  dove il clima ancora lo permette, scalare alberi e fare escursioni. Perché  negli spazi angusti delle location tradizionali, l’ossigenazione è sicuramente inferiore e  il rendimento atletico è minore. E il corpo invecchia prima, causa una maggiore produzione di radicali liberi unita alla privazione di luce naturale che, come noto, stimola importanti funzioni dell’organismo e agisce, tra l’altro, da antiage.  È la nuova tendenza del fitness: quella che nel “ritorno alla natura” riconosce il suo inconfondibile refrain. Un mood ben espresso dal “MovNat”, ideato dal trainer  francese (naturalizzato a New York) Erwan Le Corre, conosciuto anche come “ginnastica paleolitica” (www.movnat.com), al Wildfitness/Fitness holyday, un workout “come natura crea” (ci si allena con ciò che il mare porta a riva e la spiaggia selvaggia mette a disposizione ma si soggiorna in lodge di lusso...) e già apprezzato in tutto il pianeta. Basti pensare che la sua ideatrice, Tara Wood, ha aperto “sedi” sulla costa del Kenia, sull’isola inglese di Wight ed in Andalusia (www.wildfitness.com).  Morale: vanno di moda le palestre “a cielo aperto”. A dire il vero, si tratta di una riscoperta e di un’idea che trova dei pionieri anche qui, nella nostra cara Italia. Per esempio, nel progetto Mountain Fitness, concepito dalla Federation for Sport at Altitude (FSA) in collaborazione con università e istituzioni di tutto il mondo, concretizzatosi già da qualche anno con sentieri studiati ad hoc in molte zone del Nord Italia (www.mountainfitness.org).Tra gli obiettivi del progetto:  incoraggiare una maggior coscienza salutistica e sportiva, incentivare la conoscenza e il rispetto ambientale e la sicurezza in alta quota”, spiega il dottor Giulio Sergio Roi, medico dello sport e direttore del Centro Studi Isokinetic di Bologna. Tra le discipline, in gran parte aerobiche, maggiormente legate alla filosofia Mountain Fitness ci sono il ben noto Walking (che coinvolge a fondo l’apparato cardio respiratorio), il Trail Running (versione soft del trekking), la Mountain Bike (per migliorare la tonificazione muscolare e aumentare la resistenza), il tree climbing (la camminata  sugli alberi, con imbracatura, corde e moschettoni, lungo percorsi prestabiliti su passerelle sospese, ponti tibetani e piattaforme in legno). Anche i parchi delle città, d’altro canto, grazie ai classici “percorsi vita” offrono sempre più spesso buone opportunità per fare attività fisica outdoor regolare (che è poi la più efficace) e non sporadica, come quella confinata a una vacanza in montagna o esotiche. “Altri vantaggi dallo sport a contatto della natura, o comunque in un ambiente stimolante e “open” è quello di stimolare indirettamente il buonumore le difese dell’organismo (la luce naturale  influisce posatamente sul sistema immunitario) e, oltretutto, di abbassare più efficacemente il livello dello stress ed è anche  un buon ausilio per ridefinire il rapporto tra corpo, movimento e spazio, dunque per stimolare la cosiddetta sensibilità propriocettiva e migliorare, di rimbalzo, l’intelligenza spaziale”, conclude Ascanio Polimeni, medico esperto in psiconeuroendocrinoimmunologia e medicina antiaging, condirettore di Regenera Research Group.

                                      CLAUDIA BORTOLATO


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