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L'ormone universale [medicina naturale gennaio 1999]

11/12/2004

I molti possibili impieghi del pregnenolone nella pratica clinica. Gi ormoni hanno la proprietà di penetrare in molte cellule, giungere al nucleo, influenzare determinati geni e causare così modificazioni cellulari che portano alla formazione di nuovi peptidi, proteine ed enzimi. Non sorprende quindi che l'assunzione di pregnenolone o di altri ormoni steroidei eserciti un'influenza su quasi tutti i tessuti, compresi pelle, muscoli, nervi, cuore ecc. È un peccato che una sostanza come il pregnenolone. nota già da alcuni decenni, non sia stata oggetto di studi di ricerca approfonditi. Il pregnenolone è un ormone naturale che non può essere brevettato. Se non fosse per l'attuale sistema di finanziamento della ricerca biomedica che impone a un'industria farmaceutica di brevettare una molecola per poterne ricavare un profitto economico, avremmo già potuto ottenere progressi enormi nella comprensione del potenziale terapeutico di questo ormone di grande interesse. Prenderemo ora in esame alcune malattie nei confronti delle quali il pregnenolone potrebbe giocare un ruolo. Morbo di Addison .Il morbo di Addison, è una malattia poco comune causata dalla distruzione della corteccia della ghiandola surrenale, in particolare della sua porzione esterna. Ciò porta a defict della produzione di cortisolo, di aldosterone e di androgeni ed estrogeni surrenalici. Negli Stati Uniti, la distruzione a genesi autoimmune delle ghiandole surrenali è la causa più comune del morbo di Addison. Tra le altre cause della malattia vi sono neoplasie metastatiche, infezione da HIV, tubercolosi e micosi, sclerodermia e amiloidosi .I segni e i sintomi più comuni del morbo di Addison sono debolezza, perdita di peso, ansia e irritabilità. I pazienti tendono ad avere bassi livelli ematici di zuccheri e ipotensione. La terapia ufficiale consiste nella somministrazione sostitutiva con dosi da 15 a 25 mg al giorno di idrocortisone unitamente a mineralcorticoidi comel'aldosterone. Sei pazienti affetti dal morbo di Addison, quattro donne e due uomini di età compresa tra 26 e 58 anni, furono trattati con pregnenolone per periodi di tempo da 4 a 167 giorni. La somministrazione del pregnenolone lasciò inalterate le condizioni cliniche di cinque di questi pazienti, mentre un soggetto mostrò un lieve rinvigorimento. Sembra quindi che l'assunzione del solo pregnenolone sia di utilità limitata per la cura del morbo di Addison. Rimane tuttavia da studiare più approfonditamente la somministrazione di pregnenolone e DHEA in combinazione con idrocortisone e aldosterone, poiché queste sostanze potrebbero forse compensare in modo armonico la carenza di altri ormoni surrenalici. Dato che le malattie autoimmuni costituiscono la causa principale del morbo di Addison,il pregnenolone ed il DHEA potrebbero offrire un beneficio duplice, in quanto sembra che queste sostanze siano in grado di influire positivamente nei confronti di tali affezioni. Cancro. IL ruolo svolto dal pregnenolone nel favorire lo sviluppo o la prevenzione dei tumori,è in parte ancora sconosciuto. È nostra intenzione sottolineare che il pregnenolone deve essere usato temporaneamente, ad eccezione dei casi in cui viene usato come terapia ormonale sostitutiva. Attualmente, non possediamo alcun dato circa le conseguenze a lungo termine derivanti dall'uso del pregnenolone. È possibile che questa sostanza possa contribuire alla prevenzione di alcune forme di cancro. È probabile altresi',che dosaggi bassi di pregnenolone, pari a 1 o 3 mg, non inducano alcun effetto clinico significativo e possano addirittura dare benefici. Non crediamo nel modo più assoluto che l'uso occasionale o temporaneo di pregnenolone sia in grado di influenzare significativamente la prevenzione o lo sviluppo del cancro.Sindrome da affaticamento cronico. Sin dall'inizio si è scoperto che il pregnenolone era una sostanza utile per alleviare la fatica. Esiste quindi una giustificazione teorica per l'impiego di questo ormone nella sindrome cronica da affaticamento. Tuttavia è bene chiarire che l'affaticamento cronico può essere causato da molteplici fattori come, per esempio, infezioni virali e depressione. La somministrazione combinata di pregnenolone e altri nutrienti potrebbe rivelarsi un campo di sperimentazione proficuo. Colesterolo .Alcuni farmaci prescritti a pazienti con livelli elevati di colesterolo, agiscono inibendo la formazione di un enzima detto coinvolto nel processo di formazione del colesterolo nell'organismo. Questi prodotti farmaceutici abbassano i livelli di colesterolo inibendone la formazione. Tuttavia, svolgendo questa azione, riducono anche la sintesi del pregnenolone e in questo modo pregiudicano la funzione cerebrale. È possibile che l'uso a lungo termine di questi medicinali possa causare depressione, tendenza al suicidio o comportamento violento. Vi sono addirittura sospetti che questi farmaci possano favorire alcune forma di cancro. In un articolo del 1992, i dottori Flood, Morley e Roberts affermavano: «I livelli bassi di pregnenolone nel siero negli anziani e l'aumento dell'incidenza di cancro e di disturbi comportamentali nei soggetti sottoposti alla somministrazione di farmaci che bloccano la sintesi del colesterolo, il precursore immediato del pregnenolone, suggeriscono una possibile utilità clinica del pregnenolone. Per contrastare queste conseguenze negative, varrebbe la pena sperimentare la somministrare del pregnenolone in combinazione con questi farmaci. In questo modo, la sintesi del colesterolo sarebbe bloccata, ma i processi di sintesi che portano dal pregnenolone al progesterone e dal pregnenolone al DHEA e agli androgeni/estrogeni, continuerebbero a funzionare. La somministrazione del pregnenolone potrebbe però non risolvere completamente il problema, poiché il colesterolo stesso viene utilizzato dal cervello per svolgere alcune funzioni. Presso l'istituto Nazionale di Sanità e Ricerca Medica di Parigi, il doti. Mahamoud Zureik ha seguito nell'arco di diciassette anni 6.728 pazienti maschi. Durante questo lasso di tempo, trentadue soggetti si sono suicidati. Il doti, Zureik ha constatato che i pazienti con livelli di colesterolo inferiori alla media mostrano una tendenza al suicidio tre volte superiore rispetto ai pazienti con livelli normali. .Diabete. Attualmente non sappiamo quale relazione vi sia tra pregnenolone e livello di glucosio nel sangue né quale influenza l'ormone eserciti sull'insulina. Riteniamo che una dose bassa, pari a circa 5-10 mg, non influenzi in modo significativo i livelli ematici di glucosio. È interessante notare che il consumo di latte vaccino nell'infanzia può essere un fattore in grado di innescare in età più tarda l'insorgere del diabete . La caseina, una proteina presente nel latte di mucca, può provocare una risposta autoimmune capace di attaccare e distruggere le cellule pancreatiche. .Meglio sarebbe nutrire i nostri bambini con il latte materno.;e nel caso in cui li alimentassimo con latte vaccino, dovremmo farlo con moderazione, sostituendolo in parte con latte di soia.Sistema immunitario .Non sono stati pubblicati studi formali riguardanti l'effetto del pregnenolone sul sistema immunitario umano. Tuttavia sappiamo che il DHEA, uno dei metaboliti del pregnenolone, è in grado di migliorare il sistema immunitario. In uno studio di ricerca condotto suI topi, è stato scoperto che il pregnenolone ed il DHEA sono coinvolti nei processi immunitari .A tal proposito, affermano i ricercatori: «I risultati ottenuti lasciano supporre che i metaboliti del pregnenolone e del DHEA prodotti nei tessuti dove ha luogo la risposta immunitaria siano coinvolti in un processo che potrebbe partecipare alla regolazione fisiologica del sistema immunitario». Il sistema immunitario è estremamente complesso e allo stato attuale delle nostre conoscenze non sappiamo con certezza in che modo l'assunzione di pregnenolone possa influenzarlo, né se questo ormone potrà rivelarsi di qualche utilità per il trattamento dei pazienti affetti da AIDS o da altre malattie del sistema immunitario. Depressione post partum Dopo il parto alcune donne avvertono una temporanea depressione. Una recente ricerca condotta in Austria, dimostra che vi è una correlazione tra la caduta dei livelli di colesterolo e la depressione post partum. Venti donne in buona salute parteciparono a colloqui psichiatrici e furono sottoposte a misurazione dei livelli di colesterolo prima e dopo la gravidanza. I ricercatori non scoprirono alcuna relazione tra il valore assoluto del colesterolo e le variazioni d'umore, ma constatarono che esisteva uno stretto rapporto di associazione fra riduzione drastica dei livelli di colesterolo e depressione. È possibile che questa caduta dei livelli di colesterolo determini una riduzione della sintesi del pregnenolone? Varrebbe la pena sperimentare la somministrazione del pregnenolone nelle donne soggette a depressione post partum, fatta eccezione per chi allatta al seno. Non sappiamo infatti se il pregnenolone sia in grado di trasmettersi attraverso il latte materno e, in tal caso, quale influenza possa avere sul neonato. Sindrome premestruale La sindrome premestruale colpisce in forme più o meno gravi un terzo delle donne fertili. Tra i sintomi vi sono irritabilità, aumento dell'aggressività, desiderio impellente di cibi dolci o salati, irrequietezza, variazioni improvvise di umore, difficoltà di concentrazione, affaticamento, ipersensibilità delle mammelle e rigonfiamento dell'addome . Questi sintomi compaiono durante la seconda metà del ciclo mestruale e scompaiono con l'inizio delle mestruazioni. Le cause esatte della sindrome premestruale non sono del tutto note, ma si ritiene the entrino in gioco squilibri ormonali o reazioni "abnormi" dovute alle fluttuazioni dei livelli degli ormoni (come il progesterone) nell'ultima fase del ciclo mestruale.In uno studio clinico effettuato in doppio cieco e condotto su ventitré donne, furono somministrate per via orale dosi di 300 mg di progesterone micronizzato per un periodo di due mesi. Le volontarie assunsero il progesterone a cominciare da tre giorni dopo l'ovulazione sino all'inizio delle mestruazioni. Furono notati miglioramenti dei sintomi di ansia, depressione e stress e dei disturbi fisici quali sensazioni di gonfiore e vampate di calore .Poiché viene trasformato in progesterone, il pregnenolone potrebbe forse avere un molo nella sindrome premestruale? Benché non sia mai stato condotto nessuno studio formale sull'uso del pregnenolone contro la sindrome premestruale, alcune pazienti che avevano assunto questo ormone hanno notato un'attenuazione dei sintomi. Holly, una donna di 29 anni che vive a Petaluma (California), ha riferito: «Negli ultimi tre mesi ho sperimentato l'assunzione del pregnenolone. Ho iniziato con una dose giornaliera di 1 mg alla fine del ciclo mestruale, continuando sino alla fase dell'ovulazione; poi ho aumentato gradualmente il dosaggio raggiungendo i 3 mg al giorno fino all'inizio del ciclo successivo. I sintomi della sindrome premestruale si sono indubbiamente attenuati». 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